Trasporto aereo di merce – Handling e servizi aeroportuali

Saturday, 23 May, 2009 | By Avvocato Luca Raffo | Categoria: Cassazione, Giurisprudenza, Trasporto aereo

Corte di Cassazione Civile

Sez. III, 9 ottobre 1997, n. 9810

Foro It., 1998, I, 89; Giur. It., 1998, 1096

La convenzione di Varsavia del 12 ottobre 1929 sul trasporto aereo internazionale non regola il contratto di deposito a terra in quanto la fase del trasporto, come da essa definita, si svolge fino a quando la merce sia nella custodia del vettore aereo e si esaurisce nel momento in cui, con la stipulazione del contratto di deposito presso un terzo delle merci sbarcate, la custodia si trasferisce dal vettore al depositario.

Il servizio di assistenza a terra (“handling”), predisposto dalla società di gestione aeroportuale, comprende una serie di prestazioni a favore dei vettori aerei e dei passeggeri, che si atteggiano con il più vario contenuto e, formando oggetto di distinti rapporti giuridici obbligatori, sono disciplinati secondo la loro peculiare natura. Se dunque tra detti servizi di assistenza sia incluso, come del resto è abituale, anche il deposito in aeroporto delle merci sbarcate, non vi è ragione di escludere tale autonomo contratto dalla disciplina del contratto di deposito dettata in generale, per tutto quanto non dispongono le norme speciali (art. 454 in relazione all’art. 955 cod. nav.), dalla normativa del codice civile (art. 1766 ss.).

Nel contratto a favore di terzo l’inadempimento del promittente arreca pregiudizio anche allo stipulante, atteso l’interesse che egli deve avere alla stipulazione, e quindi anche lo stipulante può agire contro il promittente in concorrenza col terzo per chiedere il risarcimento, come danno proprio, del danno patito dal terzo, per la mancata esecuzione del contratto. Pertanto, il vettore è legittimato ad agire contro l’esercente il servizio di “handling” per l’avaria delle merci depositate, anche se non abbia risarcito il destinatario.

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