Incoterms 2000

Sunday, 1 March, 2009 | By Avvocato Luca Raffo | Categoria: Articoli

EXW – FRANCO FABBRICA (…luogo convenuto)


Nel termine “Franco Fabbrica” il venditore adempie l’obbligo di consegna col mettere la merce a disposizione del compratore nei propri locali (per es. stabilimento, fabbrica, deposito, ecc.).

In particolare – salvo diversa pattuizione fra le parti – il venditore non è tenuto né a caricare la merce sul veicolo fornito dal compratore, né a sdoganare la merce all’esportazione.

Inoltre il venditore non ha l’onere di predisporre un particolare tipo di imballaggio a meno che il compratore non lo richieda esplicitamente. In questo caso si deve parlare di EXW puro.

Il compratore sopporta tutte le spese ed i rischi per portare la merce dai locali del venditore alla destinazione desiderata.

Il compratore cura l’intera organizzazione del trasporto, conclude il relativo contratto con il vettore e fornisce indicazioni e documenti.

Il funzionamento tipico dell’EXW puro può subire eventuali deroghe, che dovranno essere espressamente concordate.

Ex works loaded: franco fabbrica con spese e rischi – circa il caricamento – di competenza del venditore. A volte, infatti, è più opportuno che il caricamento del mezzo in partenza sia effettuato da chi, in quella circostanza, possiede le attrezzature di sollevamento e cioè il venditore.

Ex works cleared for export: spese e rischio per sdoganare la merce all’esportazione a carico del venditore. Le operazioni doganali possono essere meglio espletate dal soggetto «residente», cioè il venditore.

Ex works loaded and cleared for export: spese e rischi per il caricamento e per le operazioni doganali all’esportazione da imputare al venditore.

FCA – FRANCO VETTORE (…luogo convenuto, es. FCA Milano, Italy)

Nel termine “Franco Vettore” il venditore adempie l’obbligo di consegna col rimettere la merce, sdoganata all’esportazione, al vettore o spedizioniere designato dal compratore nel luogo o nel punto convenuto, sostenendo relative spese e rischi.

Qualora il compratore non abbia indicato un punto preciso, il venditore può scegliere, nell’ambito del luogo o della zona convenuta, il posto in cui il vettore dovrà prendere in consegna la merce.

Il luogo convenuto per la consegna della merce può quindi essere:

– A – presso i “locali del venditore”, quando il luogo concordato per la consegna della merce è presso il magazzino del venditore. In tal caso quest’ultimo ha l’obbligo di provvedere anche al caricamento sul mezzo messo a disposizione dal compratore (con i rischi sulla merce che ne conseguono).

– B –  “Altrove”, quando il venditore si fa carico di consegnare la merce in un luogo intermedio, concordato per l’arrivo del mezzo inviato dal compratore. Lo scaricamento dal mezzo del venditore e il successivo carico su quello del compratore sono a cura di quest’ultimo.

Se è uso commerciale che il venditore presti la propria collaborazione per stipulare il contratto di trasporto con il vettore (per es. nel trasporto ferroviario o aereo), il venditore agirà a rischio e spese del compratore.

Questo termine può essere usato per qualsiasi modo di trasporto, compreso il trasporto multimodale.

“Vettore” sta ad indicare qualsiasi persona che si impegna per contratto ad effettuare o a far effettuare un trasporto ferroviario, stradale, marittimo, aereo, per vie navigabili interne o mediante una combinazione di tali modi di trasporto. Se il compratore chiede al venditore di consegnare la merce ad una persona che non sia un “vettore”, per es. un mero spedizioniere, si reputa che il venditore abbia adempiuto l’obbligo di consegna quando la merce è stata rimessa a tale persona.

Il venditore, quindi, avrà a suo carico l’emissione di un documento di trasporto che comprovi l’avvenuta consegna della merce al vettore, oltre alla documentazione commerciale e doganale (licenze, autorizzazioni ecc.).

Altro onere a carico del venditore è la predisposizione di un imballaggio adeguato alla natura della merce e al tipo di trasporto prescelto.

Il compratore ha l’obbligo di comunicare al venditore il nome del vettore o spedizioniere designato, stipulando il contratto di trasporto e dando precise istruzioni circa il luogo di consegna convenuto.

Qualora il compratore rinunci a nominare il luogo di consegna e/o il vettore, questa scelta compete al venditore, che deciderà anche in funzione della natura, della quantità della merce, del mezzo e della modalità di trasporto.

Il venditore, inoltre, indipendentemente da chi paga il trasporto ha l’onere di effettuare il controllo del mezzo inviato dal compratore, in modo da cautelare quest’ultimo da situazioni evidenti che potrebbero causare danno alla merce.

FAS – FRANCO LUNGO BORDO (… porto di imbarco convenuto, ad es. FAS Naples port, Italy)

Nel termine “Franco Lungo Bordo” il venditore adempie l’obbligo di consegna col mettere la merce, sdoganata all’esportazione, o sottobordo della nave, o sulla banchina, o su mezzi galleggianti, o nel magazzino del porto di imbarco convenuto.

Il compratore deve conseguentemente sopportare tutte le spese ed i rischi di perdita o di danni alla merce a partire da quel momento.

Le incombenze del compratore si estendono anche all’osservanza delle scadenze relative alle operazioni di carico sulla nave, così come comunicate al venditore: se la nave ritarda o riparte prima di prendere a bordo le merci, le spese conseguenti a questa irregolarità (ad es. sosta) sono a carico del compratore.

Se la nave non si trova in porto, in quanto ormeggiata dal Comandante o dall’Autorità Portuale (ad esempio per mancanza di punti di attracco in banchina) si verifica un’estensione del punto critico a carico del venditore per tutta la distanza che separa la nave dalla banchina e deve essere coperta da un mezzo galleggiante, da cui le merci saranno caricate a bordo.

Nel termine FAS lo sdoganamento della merce all’esportazione è a carico del compratore.

Questo termine può essere usato esclusivamente in caso di trasporto marittimo o per vie navigabili interne.

FOB – FRANCO A BORDO (…porto di imbarco convenuto, ad es. FOB Naples port, Italy)

Nel termine “Franco a Bordo” il venditore adempie l’obbligo di consegna quando la merce, sdoganata all’export, supera la murata della nave nel porto di imbarco convenuto.

Quindi il venditore cura il caricamento della merce a bordo con tutti i rischi ad esso connessi: va però chiarito che nella resa FOB lo stivaggio non è un’operazione di competenza del venditore.

E’ tuttavia possibile un adattamento del termine purchè le diverse pattuizioni vengano espressamente indicate nel contratto di vendita: sarà, quindi, possibile indicare “FOB STIVATO” o “FOB STOWED” quando il venditore intende assumersi tale ulteriore obbligazione.

Il compratore deve conseguentemente sopportare tutte le spese ed i rischi di perdita o di danni alla merce a partire da quel momento.

Il compratore deve stipulare il contratto di trasporto sostenendo tutti i costi e i rischi del trasporto principale: a lui inoltre compete l’emissione del documento di trasporto, ovvero della polizza di carico marittima.

I costi e i rischi conseguenti al ritardo o al mancato caricamento (soste della merce in porto, movimentazione, etc.) sono a carico del compratore.

Il venditore, comunque, ha la responsabilità della custodia della merce fino alla consegna.

Nel termine FOB lo sdoganamento della merce all’esportazione è a carico del venditore.

Questo termine può essere usato esclusivamente in caso di trasporto marittimo o per vie navigabili interne.

Quando la murata della nave non serve da linea discriminante, come può verificarsi nel trasporto “roll-on/roll-off” (cioè navi non dotate della linea di murata ma dove il caricamento della merce avviene attraverso la prua o la poppa in quanto appositamente attrezzate, come i traghetti, ad accogliere a bordo direttamente i mezzi di trasporto carichi di merce) o containerizzato, sarebbe più appropriato usare il termine FCA.

CFR – COSTO E NOLO (…porto di destinazione convenuto, ad es. CFR Genoa port, Italy)

Nel termine “Costo e nolo” il venditore deve sopportare tutte le spese necessarie per trasportare la merce fino al porto di destinazione convenuto, ma il rischio di perdita o di danni alla merce, come pure ogni spesa addizionale dovuta per fatti accaduti dopo che la merce sia stata consegnata a bordo della nave, si trasferisce dal venditore al compratore nel momento in cui la merce supera la murata della nave nel porto di imbarco.

Nel termine CFR lo sdoganamento della merce all’esportazione è a carico del venditore che sceglie anche il vettore, lo paga, e conclude il contratto di trasporto con tutte le scelte logistiche del caso, relative a proti, navi, scali, etc..

Il compratore deve ritirare la merce nel porto di destinazione convenuto, sostenere le spese doganali all’import, sopportare tutti i rischi dal momento in cui la merce supera la murata della nave nel porto di imbarco.

Questo termine può essere usato esclusivamente in caso di trasporto marittimo o per vie navigabili interne.

Quando la murata della nave non serve da linea discriminante, come può verificarsi nel trasporto “roll-on/roll-off” (cioè navi non dotate della linea di murata ma dove il caricamento della merce avviene attraverso la prua o la poppa in quanto appositamente attrezzate, come i traghetti, ad accogliere a bordo direttamente i mezzi di trasporto carichi di merce) o containerizzato, sarebbe più appropriato usare il termine CPT.

CIF – COSTO, ASSICURAZIONE E NOLO (…porto di destinazione convenuto, ad es. CIF Genova port, Italy)

Nel termine “Costo, Assicurazione e nolo” il venditore ha gli stessi obblighi previsti dal termine CFR con l’aggiunta che deve fornire un’assicurazione marittima contro il rischio del compratore di perdita o di danni alla merce durante il trasporto. Il venditore stipula il contratto di assicurazione e paga il relativo premio.

Il venditore deve inoltre sostenere le spese di sdoganamento all’export e concludere il contratto di trasporto con il vettore prescelto con tutte le scelte logistiche del caso, relative a proti, navi, scali, etc..

Secondo il termine CIF il venditore è tenuto a fornire soltanto una copertura assicurativa che deve essere conforme alla copertura minima dell’Institute Cargo Clause (ICC), clausolario C: l’assicurazione minima deve coprire il prezzo contrattuale maggiorato del 10%, cioè il 110% e deve essere stipulata nella valuta del contratto. La sua durata dovrà necessariamente coincidere con quella del trasporto fino al luogo di destinazione convenuto e deve garantire al compratore la necessaria copertura dal momento in cui avviene il trasferimento del rischio.

Su richiesta ed a spese del compratore, il venditore deve provvedere a fornire una maggiore copertura assicurativa rappresentata dal clausolario B o clausolario A, dell’Institute Cargo Clauses (ICC), o anche l’assicurazione contro i rischi di guerra, scioperi, rivolte e sommosse civili.

Il compratore deve ritirare la merce nel porto di destinazione sostenendo le spese doganali all’import e sopportare tutti i rischi dal momento in cui la merce supera la murata della nave nel porto di imbarco convenuto.

Questo termine può essere usato esclusivamente in caso di trasporto marittimo o per vie navigabili interne.

Quando la murata della nave non serve da linea discriminante, come può verificarsi nel trasporto “roll-on/roll-off” (cioè navi non dotate della linea di murata ma dove il caricamento della merce avviene attraverso la prua o la poppa in quanto appositamente attrezzate, come i traghetti, ad accogliere a bordo direttamente i mezzi di trasporto carichi di merce) o containerizzato, sarebbe più appropriato usare il termine CIP.

CPT – TRASPORTO PAGATO FINO A (…luogo di destinazione convenuto, ad es. CPT Milano, Italy)

Nel termine “ Trasporto pagato fino a …” il venditore deve pagare il prezzo (nolo/porto) relativo al trasporto della merce fino al luogo di destinazione convenuto.

Il rischio di perdita o di danni alla merce, come pure ogni spesa addizionale dovuta per fatti accaduti dopo che la merce sia stata consegnata al vettore, si trasferisce dal venditore al compratore nel momento in cui la merce sia stata consegnata al vettore.

Il CPT presenta la medesima dinamica del CFR, ma a differenza di quest’ultimo è utilizzato per tutte le forme di trasporto non marittime.

“Vettore” sta ad indicare qualsiasi persona che si impegna per contratto ad effettuare o a far effettuare un trasporto ferroviario, stradale, marittimo, aereo, per vie navigabili interne o mediante una combinazione di tali modi di trasporto.

Se per trasportare la merce fino al luogo di destinazione convenuto ci si avvale di più vettori, il rischio passa quando la merce sia stata consegnata al primo vettore.

Nel termine CPT lo sdoganamento della merce all’esportazione è a carico del venditore.

Questo termine può essere usato per tutti i modi di trasporto, compreso il trasporto multimodale e trova la sua migliore applicazione quando:

– A – le merci vengono unitizzate (ad es. in contenitori);

– B – le merci vengono consegnate al vettore in un punto diverso dal bordo della nave. In questo modo, l’obbligazione del venditore di consegnare la merce si perfeziona presso il vettore e non presso il mezzo di trasporto marittimo.

CIP- TRASPORTO E ASSICURAZIONE PAGATI FINO A (…luogo di destinazione convenuto, ad es. CIP Milano, Italy)

Nel termine “Trasporto e assicurazione pagati fino a…” il venditore ha gli stessi obblighi previsti dal termine CPT ed in più deve fornire un’assicurazione contro il rischio del compratore di perdita o di danni alla merce durante il trasporto.

Il venditore stipula il contratto di assicurazione e paga il relativo premio.

Nel termine CIP il venditore è tenuto a fornire soltanto una copertura assicurativa minima.

Nel termine CIP lo sdoganamento della merce all’esportazione è a carico del venditore.

Questo termine può essere usato per tutti i modi di trasporto, compreso il trasporto multimodale.

DAF – RESO FRONTIERA (…luogo convenuto, ad es. DAF Chiasso)

Nel termine “Reso frontiera” il venditore, a propri rischi e spese, adempie l’obbligo di consegna col mettere la merce, sdoganata all’esportazione, a disposizione del compratore nel punto o nel luogo convenuto alla frontiera, ma prima della frontiera doganale del paese confinante.

Il termine “frontiera” può essere usato per indicare qualsiasi frontiera, compresa quella del paese di esportazione.

Per questo motivo è importante definire nel termine la frontiera in questione in modo preciso, specificando sempre il punto ed il luogo della consegna.

Il venditore non solo stipula il contratto di trasporto, ma adempie anche a tutte le formalità doganali all’export nel Paese di partenza.

Il compratore deve ritirare la merce messa a disposizione alla frontiera nel punto convenuto, sostenendo tutte le spese relative ed i rischi connessi da questo momento in poi.

Quando le parti concordano la frontiera convenuta per la consegna, occorre fare attenzione a indicare nel contratto non solo il suo esatto nome geografico (Brennero, Chiasso etc.) ma anche quello del valico quando la frontiera ne preveda più di uno (es. Ponete Chiasso e Chiasso).

Questo termine è stato concepito essenzialmente per essere utilizzato quando la merce deve essere trasportata per ferrovia o per strada, ma può essere utilizzato per qualsiasi altro modo di trasporto.

DES – RESO EX SHIP o DELIVERED EX SHIP (…porto di destinazione convenuto, ad es. DES Tokio Port)

Nel termine “Ex Ship” il venditore adempie l’obbligo di consegna col mettere la merce, non sdoganata all’importazione, a disposizione del compratore a bordo della nave nel porto di destinazione convenuto.

Il venditore deve sopportare tutte le spese ed i rischi relativi al trasporto della merce fino al porto di destinazione convenuto, adempiendo alle formalità doganali all’export.

Il compratore è tenuto a ritirare la merce messa a disposizione a bordo della nave nel porto di destinazione convenuto e provvedere, a proprie spese e rischio, allo scaricamento della merce ed alle formalità doganali all’import.

Questo termine può essere usato esclusivamente in caso di trasporto marittimo o per vie navigabili interne.

DEQ – RESO BANCHINA (SDOGANATO) o DELIVERED EX QUAY (DUTY PAID) (…porto di destinazione convenuto, ad es. DEQ Tokio, port)

Nel termine “Reso banchina (sdoganato)” il venditore adempie l’obbligo di consegna col mettere la merce, sdoganata all’importazione, a disposizione del compratore sulla banchina nel porto di destinazione convenuto.

Il venditore deve sopportare tutti i rischi e le spese, compresi i dazi, le tasse ed altri oneri, derivanti dalla consegna della merce.

Questo termine non dovrebbe essere usato se il venditore non può ottenere direttamente o indirettamente la licenza di importazione.

Se le parti desiderano che sia il compratore a sdoganare la merce all’importazione e a pagare i diritti di confine deve essere usata la locuzione “non sdoganato” invece di “sdoganato”.

Se le parti intendono escludere dagli obblighi del venditore alcune delle spese gravanti sulla merce per il fatto dell’importazione (come l’imposta sul valore aggiunto – IVA) ciò deve essere precisato mediante un’indicazione appropriata, quale “Reso banchina (sdoganato, eccettuata l’IVA) … (porto di destinazione convenuto)”.

E’ possibile, talvolta, che il venditore non tenga conto dei tempi di presa in consegna pattuiti con il compratore e, in tal caso, si possono presentare due diverse soluzioni:

– A – se le merci sono messe a disposizione del compratore prima del tempo concordato, quest’ultimo non è obbligato a ritirarle e tutti i relativi rischi e oneri (per soste, deposito, custodia) saranno a carico del venditore;

– B – se le merci vengono messe a disposizione in ritardo rispetto alla data concordata, il compratore può ritenere responsabile il venditore e considerare la sua inadempienza come causa di annullamento del contratto di vendita.

Questo termine può essere usato esclusivamente in caso di trasporto marittimo o per vie navigabili interne.

DDU – RESO NON SDOGANATO o DELIVERED DUTY UNPAID (…luogo di destinazione convenuto, ad es. DDU Zurigo, Svizzera)

Nel termine “Reso non sdoganato” il venditore adempie l’obbligo di consegna col mettere la merce a disposizione del compratore nel luogo convenuto nel paese di importazione.

Il venditore deve sopportare i rischi e le spese per far giungere la merce in detto luogo (esclusi i dazi, le tasse ed altri oneri ufficiali cui è soggetta la merce per il fatto dell’importazione come pure le spese ed i rischi per l’espletamento delle formalità doganali).

Il compratore deve sopportare tutte le spese addizionali ed i rischi qualora ometta di sdoganare la merce all’importazione nel tempo dovuto.

Se le parti desiderano che sia il venditore ad espletare le formalità doganali e sopportarne i rischi e le spese, ciò deve essere precisato mediante un’indicazione appropriata.

Se le parti desiderano includere tra gli obblighi del venditore alcune delle spese gravanti sulla merce per il fatto dell’importazione (come l’imposta sul valore aggiunto – IVA), ciò deve essere precisato mediante un’indicazione appropriata, quale: “Reso non sdoganato, IVA pagata…” (luogo di destinazione convenuto).

Il venditore stipula il contratto di trasporto sopportando i rischi e costi relativi fino alla consegna della merce nel luogo convenuto, fatta eccezione per lo scaricamento della merce dal mezzo.

Questo termine può essere usato per tutti i modi di trasporto.

DDP – RESO SDOGANATO o DELIVERED DUTY PAID (…luogo di destinazione convenuto, ad es. DDP Zurigo, Svizzera)

Nel termine “Reso sdoganato” il venditore adempie l’obbligo di consegna col mettere la merce, sdoganata, a disposizione del compratore nel luogo convenuto nel paese di importazione.

Il venditore deve sopportare i rischi e le spese, compresi i dazi, le tasse ed altri oneri, per poter effettuare la consegna della merce in detto luogo, sdoganata all’importazione.

Mentre col termine EXW il venditore assume il livello minimo di obblighi, con il termine DDP egli li assume al livello massimo.

Se le parti desiderano che sia il compratore a sdoganare la merce all’importazione ed a pagare conseguentemente i diritti di confine, deve essere usato il termine DDU.

Se le parti desiderano escludere dagli obblighi del venditore alcune delle spese gravanti sulla merce per il fatto dell’importazione (come l’imposta sul valore aggiungo – IVA), ciò deve essere precisato mediante un’indicazione appropriata, quale: “Reso sdoganato, eccettuata l’IVA…” (luogo di destinazione convenuto).

Questo termine può essere usato per tutti i modi di trasporto.

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