Trasporto marittimo di persone – Esecuzione della prestazione – Obbligo di diligenza ex art. 1176, secondo comma, cod. civ. – Portata – Violazione – Conseguenze – Responsabilità del debitore – Configurabilità – Fattispecie.

Saturday, 7 February, 2009 | By Avvocato Luca Raffo | Categoria: Cassazione, Giurisprudenza, Trasporto marittimo

Corte di Cassazione Civile

Sez. III, 15 febbraio 2007, n. 3462

Trasporto marittimo di persone – Esecuzione della prestazione – Obbligo di diligenza ex art. 1176, secondo comma, cod. civ. – Portata – Violazione – Conseguenze – Responsabilità del debitore – Configurabilità – Fattispecie.

Incorre in responsabilità il debitore che, nell’adempimento delle obbligazioni inerenti l’attività professionale esercitata, mantenga una condotta non conforme alla diligenza dovuta in relazione alle circostanze concrete del caso, con adeguato sforzo volitivo e tecnico impiego delle energie e dei mezzi normalmente obiettivamente necessari utili all’adempimento della prestazione dovuta e al soddisfacimento dell’interesse creditorio, nonché ad evitare possibili eventi dannosi.

(Con riferimento a contratto di trasporto marittimo di persone la S.C. ha ritenuto che correttamente il giudice di pace aveva considerato violato, da parte del vettore professionale, l’obbligo di particolare diligenza richiesto dall’art. 1176, 2° comma, cod. civ., per aver intrapreso il viaggio nonostante le previsioni di condizioni metereologiche particolarmente avverse rendessero incerto il rientro pomeridiano, giacché, pur se le stesse ebbero a manifestarsi con una violenza ancora maggiore del previsto, <<indipendentemente dalla tromba d’aria>> la motonave adibita al trasporto non aveva comunque la capacità di affrontare il mare mosso con un carico di 300 passeggeri con il vento forza 7, e neanche con vento forza 4>>. Nel confermare l’impugnata sentenza di risoluzione del contratto e condanna al risarcimento dei danni subìti dai passeggeri per l’impossibilità del rientro in serata sul continente ed il forzato pernottamento di fortuna nel luogo di destinazione, peraltro privo di alberghi, la S.C. ha enunziato il principio di cui in massima).

Art. 1176. Diligenza nell’adempimento

Nell’adempiere l’obbligazione il debitore deve usare la diligenza del buon padre di famiglia.

Nell’adempimento delle obbligazioni inerenti all’esercizio di un’attività professionale, la diligenza deve valutarsi con riguardo alla natura dell’attività esercitata.

Tratto da www.fog.it

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